Il referendum in Lama e Montecreto, si siede il progetto di fusione-Cronaca

-È il momento della verità di fusione Lama Mocogno-Montecreto.

Nella sola giornata di oggi i residenti si sono pronunciate sulla scelta di creare o meno Comune unico: le urne sono state chiuse di recente (uffici anagrafe sono rimasti operativi tutto il giorno per le piastrelle). Alle 14 l’ingresso della Lama è stato il 22,83% pari a 538 elettori. In Montecreto al 50% con circa 400 elettori alle urne. Questa crescita in 19 quando l’affluenza, la Lama, è di circa il 50%, mentre il tocco e il 60% in Montecreto, per poi raggiungere.

A urne chiuse, alle 23, si ottiene il 68% per 549 807 a Montecreto e il 53,84% in Lama.

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Referendum, quattro Sì: qui Costa un Po’ e Tresignana

FERRARA. “Sì” ha vinto in tutti e quattro i Comuni al referendum sul progetto di fusione, pertanto a partire dal prossimo anno la nostra provincia avrà due municipio, di meno, perché Bere-Ro e Formignana-Tresigallo sarà un unico Comune.

il risultato finale è in generale quello atteso, anche se per la fusione tra Bi e Rho, sembrava meno pensi e in realtà in Ro il divario è davvero minima a favore del“Sì” e questo sarà sufficiente che vincerà il“No” anche solo per un voto in uno dei due Comuni e la fusione sarà saltare. Ma non è così e, quindi, a fine anno cesserà la vita amministrativa di questi quattro Comuni, che nei primi mesi del 2019 avranno il commissario prefettizio e quindi si procederà a nuove elezioni.

E dato che salta agli occhi è bassa affluenza, alle urne, cioè sotto il 40% in tutti i Comuni. E ha dato il meglio in questo senso è Tresigallo, dove gli elettori sono stati partecipare 1.427, cioè 39.35%, con un“Sì” che ha toccato l’ 80% dei voti (78.59%, il dato migliore). In Formignana elettori sono stati 888, cioè l’affluenza al 37.5% con un“Sì” pari a 57,7% (510 voti) contro il 374“No” (42,3%).

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L’odio non vince, in Romania. Non è riuscito il referendum omofobo

Nel contesto di una sempre più in balia aumenta, l’odio, la buona notizia è arrivata dalla Romania. Fallito il referendum con cui si voleva impedire il riconoscimento dei matrimoni gay, perché non c’era il quorum.

per due giorni di consultazioni, solo il 20,4 per cento dei 18 milioni di aventi diritto è andato alle urne, secondo i dati confermati dall’ufficio elettorale di Bucarest. Un numero ben al di sotto del 30% è richiesto. La coalizione della famiglia, del gruppo conservatore religione che si è svolto il referendum, ha accusato i partiti di“boicottaggio totale” delle urne. Nonostante il patriarca Daniele, alla guida della chiesa ortodossa in Romania, durante il sermone domenicale, ha invitato i fedeli ad andare a votare “in modo che non è troppo tardi”.

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